Narcosi
da Azoto o Sindrome da Profondità
Come è ben noto da chi pratica attività subacquea,
la maggior parte degli incidenti, sono dovuti alla narcosi
d’ azoto. Vediamo assieme di capire di cosa si tratta.
La condizione medica di una persona che respira aria compressa
a pressioni superiori a 5 ATA, potrebbe essere paragonata
alla prima fase di una anestesia generale. I meccanismi
d’ azione dei gas inerti, nel nostro caso l’
Azoto , sono molto complessi, e legati a molti fattori.
Il più importante è la solubilità dei
gas nei grassi. Un altro fattore e la provata azione anestetica,
dell’ azoto a pressioni ambientali elevate, che determinano
un aumento della densità con conseguente blocco della
membrana cellulare, e la conseguente comparsa dell’
ebrezza di profondità.
Come
si manifesta.
Le prime manifestazioni dell’ ebrezza, potrebbero
manifestarsi già a profondità ridotte dai
30- 35 metri per poi peggiorare con tutta la pericolosità
a profondità maggiori. La manifestazione si presenta
in maniera molto subdola, con sensazione di sicurezza, e
benessere, tipica della manifestazione dovuta dall’
assunzione modesta di bevande alcoliche. Successivamente
peggiorando, si ha difficoltà di coordinamento, difficoltà
di concentrazione, aumento della frequenza respiratoria
(con conseguente aumento della pressione parziale di CO2
nel sangue) , e successivamente le modificazioni comportamentali
di estrema gravità.
Come
fronteggiare l’ emergenza
Nelle forme meno gravi, è sufficiente fare diminuire
la quota di profondità al subacqueo in narcosi, anche
di pochi metri, per far regredire i sintomi. Nei casi più
gravi, in cui è in atto una insufficienza respiratoria
legata all’ acidosi, e con perdita di coscienza, è
indispensabile mettere in atto tutte le manovre rianimatorie
necessarie, e cercare di ripristinare i parametri vitali,
cercare di ventilare usando il tasto di auto erogazione
del secondo stadio, per simulare una respirazione a pressione
intermittente, e successivamente in superficie dare immediatamente
inizio alla rianimazione cardio polmonare. Praticare se
necessario il massaggio cardiaco all’ infortunato,
ricordandosi di iper estendere il collo, per favorire il
ricircolo dell’ aria, e continuare le manovre fino
all’ arrivo del personale medico del 118.
Conclusioni
La narcosi d’ azoto, è imprevedibile, e variabile
da soggetto a soggetto, anche nello stesso soggetto in momenti
diversi. Non esiste nessun sistema per evitare l’
insorgere della narcosi. A profondità superiori ai
– 45 /50 mt in aria, è comunque una certezza
il fatto che la narcosi, compaia, provocando comunque alterazioni
delle capacità dell’ individuo, fino alle forme
sopra esposte, per essere maggiormente gravi nelle persone
con scarso allenamento alle immersioni in acque profonde.
E comunque consigliabile alla ripresa delle attività
subacquee, un periodo di graduale adattamento a profondità
crescenti, al fine di adattare l’ organismo alle pressioni
elevate. Il modo migliore di immergersi a pressioni superiori
da 3 ATA a 5 ATA, sarebbe di poter utilizzare delle miscele
respiratorie iperossigenate (NITROX) in modo di abbassare
la profondità equivalente ad aria e conseguentemente
il manifestarsi della narcosi. Ma dei vantaggi e svantaggi
del NITROX parleremo in un altro capitolo. Buone immersioni
a tutti.